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Restiamo in tema di scatti e vediamo quanto spazio la rete
dedica alla fotografia, all'immagine di un istante. A voi qualche
esempio...
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CITY GLAM è la nuova fragranza femminile e maschile di Emporio Armani. Per Lei è un insolito chypré con un cuore di Rosa, grande classico della seduzione, reso frizzante e impertinente dalle note di testa del Coriandolo e del Ribes Nero. Per Lui, un boisé dalla freschezza elettrizzante grazie alla nota piccante dello Zenzero e al tocco speziato della Menta Piperita.
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04/11/2005 |
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La ville qui tue le femmes |
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LA CITTA' CHE UCCIDE LE DONNE
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Inutile chiedersi il perche' di certe situazioni, di cose
che accadono... a volte il silenzio e' un pesante fardello
fatto di incomprensione, incredulita', rabbia, dolore,
sdegno e impotenza. Ma come puo' la parola anche solo
provare a trascinare con se' questo fardello?
Probabilmente queste ed altre riflessioni sono passate per
la testa di coloro che hanno deciso di affidare alla rete
quello che definiscono un Web-documentario, alla cui base
ci sono due anni d'inchiesta, 3 viaggi sul posto e un
libro, un disperato grido di soccorso, "La ville qui tue
le femmes". "La citta' che uccide le donne" e questa
citta' e' Ciudad Juarez, Messico, al confine con gli Stati
Uniti, ad uno sputo da El Paso. Citta' di frontiera, dove
frontiera significa senza legge, significa impunita',
significa nessuna domanda sul perche' della violenza, dove
portare una pistola e' come indossare un cappello, e dove
una donna incarna la vittima per eccellenza. A Ciudad
Juarez, a partire dal 1993, sono state assassinate circa
400 donne e altre 500 sono scomparse. Cifre variabili a
seconda della bocca che si ascolta, cifre
difficili da riportare ad altrettanti cadaveri, ad
altrettante morti violente. Colpevoli? Impossibile
stabilire, individuare e quindi punire i responsabili. Per
far fronte all'indignazione, al dolore e alla sete di
vendetta 18 persone sono state indicate come presunte
colpevoli, una dozzina di loro e' stata condannata.
Eppure... Confine, deserto, Ciudad Juarez... una citta'
che inghiotte chi vi si avventura. La citta' delle morte vede transitare ogni anno 55 milioni di persone, di
macchine e di camion che attraversano il confine tra Texas
e Messico. 1 1/2 milione di abitanti e fabbriche, tante
fabbriche - stabilimenti di aziende straniere - che hanno
cominciato a comparire dall'inizio degli anni '90. Questo
si e' tradotto in una massa di gente, soprattutto donne,
soprattutto giovani, accorsa qua per trovare un lavoro. Ma
Ciudad Juarez e' anche droga. Delle 300 tonnellate di
cocaina colombiana che arrivano in America, un terzo passa
da qua. Ovunque uomini armati, giganteschi 4x4 dai vetri
schermati e senza targa... ovunque di nuovo e sempre una
parola: violenza. Ma si tratta di una violenza senza
possibilita' di coscienza, perche' non c'e' legge che la
limiti, perche' qua il limite si confonde, tra uno stato e
l'altro, tra le rocce di un deserto pronto ad accogliere
cadaveri. Non e' un romanzo, non e' uno stereotipo, non e'
un'esagerazione, e' un briciolo di cruda realta' che
questo documentario on line racconta con fotografie,
schede, registrazioni radio, video... Foto di volti ma
anche di ossa, video di persone che setacciano il deserto,
non piu' mossi dalla speranza di trovare un vivo, ma dalla
pieta' che accompagna il desiderio di dare degna sepoltura
ad un cadavere. Il materiale del libro e' stato gettato
nell'etere. Perche'? Quante risposte si possono dare a
questa domanda?
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MAPPLETHORPE, SCANDALO E GRAZIA
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Fino al 1 gennaio 2006, al Palazzo della Promotrice delle
Belle Arti di Torino, va in scena la grande mostra
dedicata al fotografo statunitense Robert Mapplethorpe
curata dal critico Germano Celant. Scandaloso e
trasgressivo in vita, dopo la morte per Aids avvenuta nel
1989 Mapplethorpe ha subito sorte simile a quella di Andy
Warhol, da lui molto ammirato, diventando una delle icone
più rappresentative del panorama artistico internazionale.
La mostra è realizzata in collaborazione con la Robert
Mapplethorpe Foundation di New York, fondata dall'artista
poco prima di morire. Scopo di ques'ultima è promuovere la
fotografia "artistica" e contribuire alla ricerca sul
virus dell'HIV. Sul sito oltre a
una biografia dell'autore, che vi aiuterà a collocarlo
all'interno della cultura dell'ultimo trentennio, trovate
anche tutte le mostre in corso che riguardano Mapplethorpe ed una selezione dei suoi lavori (fiori, nudi maschili e
femminili, ritratti e autoritratti). In più web shop con
cataloghi, libri, cd rom, calendari e poster. |
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NBA, CANESTRI E MILIARDI
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Mito e leggenda sportiva, ma anche macchina da soldi che
fattura - grazie ad un marketing efficientissimo - cifre
impressionanti impinguate ogni anno da nuovi prodotti,
iniziative collaterali, articoli d'abbigliamento e gadget
che ruotano intorno al mondo del campionato di basket
professionistico americano. Si tratta di uno degli eventi
mediatici più seguiti al mondo: le gare della NBA - di cui
questa settimana e' iniziata l'edizione n. 59 - vengono
proposte da oltre 200 reti televisive ed campioni della
palla a spicchi d'oltreoceano sono popolari quanto le star
di Hollywood. Nata nel 1946 per iniziativa dei titolari di
alcuni grandi impianti sportivi messi in crisi dalla
guerra, la BAA (questo il suo primo nome) si distinse
subito dalle altre leghe per un capillare sistema di
reclutamento dei talenti usciti dalle università e per
l'organizzazione del campionato in due fasi (regular
season e play off) in modo da assicurare a tutte le
società un adeguato numero di match di grande richiamo. Il
business e' stato scalfito solo dalla folle corsa agli
ingaggi del passato decennio, culminata nel 1998 in una
clamorosa serrata da parte dei proprietari. Gli accordi
fra NBA, giocatori e franchigie furono strutturati per
dare a tutti una fetta consistente di questa immensa torta
che assicura ai protagonisti denaro, celebrità ed uno
status invidiabile. Non e' un caso che ancora oggi il
sogno di ogni giocatore, in qualsiasi parte del mondo, sia
quello di ricevere la chiamata per i mitici draft, le
"scelte" governate da un minuzioso regolamento che le
squadre fanno ad inizio anno per rinforzare l'organico. |
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DEBUTTA GOOGLE PRINT
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Anche i motori di ricerca si evolvono. E il motore dei
motori ogni giorno ne presenta una nuova. Da ieri è online
Google Print, il servizio destinato al reperimento di
libri presenti in Rete. Permette infatti di fare ricerche
bibliografiche ma anche di visualizzare e leggere una
parte dele testo. Basta digitare il titolo preciso di
un'opera o il suo autore e il gioco è fatto. Google Printè nato dall'accordo tra il motore, quattro universita' e
una biblioteca. Il materiale che il motore di ricerca
mondiale ha messo sul web e' quello non protetto dal
copyright e non coinvolto in azioni legali. Si tratta
dunque di una piccola parte dell'enorme mole di pagine che
il portale ha intenzione di mettere in Rete. |
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Fai leggere The Net del 04/11/2005 ad un tuo amico |
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